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Come migliorare il PageSpeed di un sito web

Google PageSpeed Insights permette di analizzare le prestazioni di una pagina web e di individuare diversi elementi che possono rallentarne il caricamento o peggiorarne l'esperienza di utilizzo.

 

Ottenere un buon risultato non significa però applicare una singola ottimizzazione. Le prestazioni dipendono dall'insieme di immagini, codice, font, script, server e risorse esterne utilizzati dalla pagina.

 

Per migliorare realmente PageSpeed bisogna quindi capire quali elementi incidono sul risultato e intervenire sulle cause, invece di limitarsi a inseguire il punteggio.

 

Prima di tutto: misurare

Prima di modificare il sito è importante conoscere la situazione di partenza.

 

Google PageSpeed Insights permette di analizzare una pagina separatamente in modalità mobile e desktop e restituisce informazioni sulle prestazioni e sulle principali criticità individuate.

 

Nella pagina dedicata a Google PageSpeed puoi approfondire il funzionamento dello strumento e verificare direttamente un esempio concreto.

 

Non guardare soltanto il punteggio

Il valore numerico mostrato da PageSpeed è sicuramente utile, ma non dovrebbe essere interpretato isolatamente.

Un sito leggero parte da scelte tecniche consapevoli.

Due pagine con punteggi simili possono avere problemi differenti, così come una variazione di pochi punti non significa necessariamente che l'esperienza dell'utente sia cambiata in modo significativo.

 

È quindi più utile capire perché viene assegnato un determinato risultato e quali indicazioni vengono evidenziate dal test.

 

Mobile e desktop possono dare risultati differenti

PageSpeed analizza separatamente le prestazioni mobile e desktop.

 

Il test mobile utilizza condizioni più restrittive e può quindi evidenziare criticità che risultano meno visibili nell'analisi desktop.

 

Non è quindi strano ottenere risultati differenti: è importante valutare entrambe le situazioni e prestare particolare attenzione alla navigazione da smartphone.

 

Ottimizzare le immagini

Le immagini rappresentano spesso una delle prime aree sulle quali è possibile intervenire.

 

Una fotografia caricata con dimensioni molto superiori a quelle effettivamente visualizzate può trasferire inutilmente una grande quantità di dati.

 

Per questo è utile:


 

L'obiettivo non è ridurre indiscriminatamente la qualità, ma trovare il miglior rapporto tra resa visiva e peso del file.

Le prestazioni migliori si progettano prima di misurarle.

Utilizzare il lazy loading dove serve

Le immagini presenti molto più in basso nella pagina non devono necessariamente essere scaricate tutte durante il caricamento iniziale.

 

Il lazy loading permette di posticipare il caricamento di determinate risorse fino a quando diventano necessarie durante la navigazione.

 

Non dovrebbe però essere applicato indiscriminatamente: gli elementi importanti e immediatamente visibili nella parte iniziale della pagina possono richiedere una gestione differente.

 

Ridurre CSS e JavaScript inutili

Ogni file CSS o JavaScript deve essere scaricato, interpretato e, nel caso degli script, eventualmente eseguito dal browser.

 

Framework, librerie e componenti possono essere molto utili, ma quando vengono caricati per utilizzare soltanto una minima parte delle loro funzionalità possono introdurre peso e complessità non necessari.

 

Una buona organizzazione del codice permette di mantenere maggiore controllo sulle risorse effettivamente utilizzate.

 

Attenzione al JavaScript

JavaScript può incidere sulle prestazioni non soltanto per la dimensione dei file trasferiti, ma anche per il lavoro richiesto al browser durante l'esecuzione.

 

Script complessi, librerie inutilizzate o numerosi componenti possono rallentare la risposta della pagina, soprattutto sui dispositivi meno potenti.

 

La domanda da porsi non è quindi semplicemente “posso comprimere questo JavaScript?”, ma anche “questo JavaScript serve realmente?”.

 

 

Evitare risorse che bloccano inutilmente il caricamento

Alcune risorse possono ritardare la visualizzazione iniziale della pagina perché il browser deve scaricarle o elaborarle prima di poter procedere.

 

Organizzare correttamente CSS e JavaScript, caricando le risorse nel momento appropriato, può migliorare sensibilmente la percezione di velocità.

 

Anche in questo caso è importante intervenire con criterio: non tutte le risorse possono essere semplicemente spostate o ritardate senza conseguenze sul funzionamento della pagina.

 

Ottimizzare i font

I caratteri tipografici possono sembrare un dettaglio, ma l'utilizzo di numerose famiglie, varianti e pesi può aggiungere diverse risorse al caricamento.

 

È preferibile utilizzare soltanto i font e gli stili realmente necessari, valutando anche il modo in cui vengono caricati.

 

Quando possibile, ridurre le dipendenze da servizi esterni può inoltre offrire maggiore controllo sul comportamento della pagina.

 

Limitare servizi e script esterni

Mappe, video incorporati, widget, sistemi statistici, strumenti pubblicitari e altri servizi esterni possono influire sulle prestazioni.

 

Quando una risorsa proviene da un server esterno, una parte del suo comportamento dipende da un'infrastruttura che non controlliamo direttamente.

Un sito leggero parte da scelte tecniche consapevoli.

Questo non significa che i servizi esterni debbano essere eliminati, ma che ogni integrazione dovrebbe avere una reale utilità.

 

Migliorare il tempo di risposta del server

Prima che il browser possa costruire la pagina, il server deve rispondere alla richiesta.

 

Hosting, configurazione del server, elaborazioni PHP, database e altre operazioni possono influire sul tempo necessario per iniziare a ricevere il documento.

 

Un'infrastruttura adeguata è quindi importante, ma non sostituisce l'ottimizzazione del resto della pagina: server e front-end devono essere entrambi efficienti.

 

Comprendere i Core Web Vitals

Tra gli indicatori utilizzati per valutare l'esperienza delle pagine troviamo i Core Web Vitals, che osservano aspetti concreti del comportamento durante il caricamento e l'interazione.

 

In particolare vengono considerate la velocità con cui viene visualizzato il contenuto principale, la reattività della pagina alle interazioni e la stabilità visiva durante il caricamento.

 

Queste metriche aiutano a spostare l'attenzione dal semplice tempo totale di caricamento verso ciò che l'utente percepisce realmente.

 

LCP: il contenuto principale deve arrivare rapidamente

Il Largest Contentful Paint misura il tempo necessario affinché uno degli elementi principali visibili nella pagina venga mostrato.

 

Immagini iniziali molto pesanti, tempi di risposta elevati o risorse che ritardano la visualizzazione possono incidere negativamente su questa metrica.

 

Per migliorarla bisogna quindi individuare quale elemento rappresenta il contenuto principale e capire cosa ne rallenta la visualizzazione.

 

INP: la pagina deve rispondere rapidamente

L'Interaction to Next Paint riguarda la capacità della pagina di reagire alle interazioni dell'utente.

 

Una quantità eccessiva di elaborazioni JavaScript può impegnare il browser e ritardare la risposta a clic, tocchi o altre azioni.

 

Ridurre il lavoro non necessario sul thread principale e utilizzare JavaScript in modo più controllato può contribuire a migliorare la reattività.

 

CLS: evitare che la pagina si sposti durante il caricamento

Il Cumulative Layout Shift riguarda la stabilità visiva della pagina.

 

Se immagini, banner o altri elementi vengono caricati senza che sia stato riservato correttamente il loro spazio, il contenuto può spostarsi improvvisamente mentre l'utente sta leggendo o sta per selezionare qualcosa.

 

Definire correttamente dimensioni e spazi degli elementi aiuta a mantenere il layout stabile.

 

Responsive design e PageSpeed

Le prestazioni mobile non possono essere considerate separatamente dalla progettazione della pagina.

 

Un buon Responsive Web Design deve considerare non soltanto la disposizione degli elementi, ma anche quantità e dimensione delle risorse utilizzate sui diversi dispositivi.

La velocità è più credibile quando può essere misurata.

Un sito adattato graficamente allo smartphone ma inutilmente pesante rimane un sito poco efficace sul mobile.

 

PageSpeed e SEO

Prestazioni ed esperienza della pagina fanno parte del quadro complessivo della qualità tecnica di un sito, ma sarebbe sbagliato considerare PageSpeed come una formula automatica per ottenere migliori posizioni su Google.

 

Un risultato eccellente non sostituisce contenuti pertinenti, una buona struttura e gli altri elementi della SEO tecnica.

 

L'obiettivo dovrebbe essere costruire una pagina valida per l'utente, della quale le prestazioni rappresentano una componente importante.

 

Bisogna arrivare necessariamente a 100?

No. Il 100 rappresenta un risultato eccellente, ma trasformarlo in un requisito assoluto può portare a ottimizzazioni che hanno poco valore concreto.

 

Una pagina può avere ottime prestazioni anche senza raggiungere il punteggio massimo, soprattutto quando contiene funzionalità o servizi esterni necessari al progetto.

 

Se però un sito semplice può raggiungere risultati molto elevati senza rinunciare a nulla di utile, non c'è naturalmente motivo per accettare prestazioni peggiori.

 

Non installare qualcosa per correggere ciò che hai installato

Nei sistemi più complessi può capitare di aggiungere strumenti di ottimizzazione per compensare il peso generato da altri componenti.

 

Cache, minificazione e altre tecniche possono essere molto utili, ma prima di aggiungere ulteriore software conviene chiedersi se sia possibile eliminare direttamente ciò che provoca il problema.

 

Ridurre la complessità alla fonte è spesso più efficace che costruire un ulteriore livello destinato a gestirla.

 

Confrontare i risultati dopo ogni intervento

Quando si ottimizza una pagina è utile procedere in modo misurabile.

 

Si parte da un test iniziale, si modifica un elemento significativo e si verifica nuovamente il risultato.

 

Questo permette di capire quali interventi producono un beneficio concreto e quali invece modificano poco o nulla.

 

La soluzione migliore è evitare il problema dall'inizio

Ottimizzare un sito esistente può produrre miglioramenti importanti, ma il risultato migliore si ottiene quando le prestazioni vengono considerate già durante la progettazione.

 

Immagini correttamente dimensionate, poche dipendenze, codice essenziale e servizi esterni utilizzati soltanto quando servono riducono la quantità di problemi da correggere successivamente.

 

È il principio alla base della realizzazione di siti web veloci.

 

Ottimizzare PageSpeed significa ottimizzare il sito

Il modo migliore di migliorare PageSpeed non consiste nel cercare trucchi per aumentare un numero.

 

Significa rendere immagini più efficienti, eliminare risorse inutili, organizzare meglio il codice, ridurre le dipendenze e migliorare il comportamento della pagina.

 

In altre parole, molte delle attività che migliorano il punteggio contribuiscono anche alla qualità tecnica del sito.

 

Il punteggio è una conseguenza: l'obiettivo reale è costruire una pagina veloce, stabile e reattiva per chi la utilizza.

 

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